Appuntamento col viaggio

viaggi   “Avevo un appuntamento”, è il titolo di uno dei libri più belli di Hugo Pratt, padre dell’avventuriero Corto Maltese e a sua volta straordinario vagamondo e avventuriero. Un appuntamneto col destino e col mistero, che si cela spesso dietro facce sconosciute, luoghi familiari e non, città sconosciute, già visitate, magari vissute.

Ce l’aveva Erodoto quell’appuntamento, con i decadenti popoli della Lidia e i forti barbari della Persia. Ce l’avevano il medico Victor Segalen con gli indigeni della Polinesia e il marinaio Joseph Conrad con la linea d’ombra. Quell’imprecisato istante della vita che una volta attraversato cambia per sempre il nostro viaggio. Per fortuna oggi non c’è bisogno di dandy come Pratt, Fosco Maraini o Bruce Chatwin per sapere che quell’impegno segreto ce l’abbiamo tutti. Nell’era della flessibilità e della globalizzazione l’avventura è quotidiana, perchè l’immobilità della modernità mostra ovunque segni di cedimento. Non importa se si è manager o studenti, autostoppisti o turisti intrappolati nei circuiti fatali dei viaggi organizzati. Oggi che le barriere si infrangono e l’orizzonte dei mercati si allarga, le migrazioni di lavoro e consumo divengono giornaliere. Entusiasmo e curiosità vengono alla mente di tutti, consapevoli che qualunque cosa si doni alla vista sia prezioso. Per questo niente ostacola la partenza, perchè i viaggi non sono più edonismo d’evasione o semplici vacanze ma intensità individuale, aspirazione all’altrove, desiderio di farsi fluidi o meglio liquidi. Superando i confini e gli stereotipi, mescolando esperienze, gusti e climi, diventando disinibiti e permeabili per aderire a ogni possibilità della vita. Ecco perchè nel XXI secolo il viaggio non è tanto scoprire luoghi e genti mai visti quanto guardare da un’angolazione diversa, con occhi nuovi, magari proprio quelli di chi vive quelle città, isole, continenti. Questa è la vera sfida: resistere alla massificazione mantenedo un punto di vista proprio, un’originalità di giudizio, uno stile personale. Uniche possibilità per trasformare qualunque viaggio, di lavoro o di piacere, in un’epica. Piccola, certo, ma personale. Quindi insostituibile e perciò preziosissima. Vagamondo nasce per questo. Per fornire uno strumento a una nuove élite di viaggiatori, che per una volta non si distingue dal portafogli ma dall’estetica. Ovvero dall’etica, dal modo di concepire la vita e di guardare al viaggio. Un blog con l’ambizione di completezza della guida, ma in grado di individuare le tendenze, i personaggi, anticipare i gusti, raccontare stili, evocare mitologie e snobbismi. Un mezzo pratico, diretto, documentato, che utilizza il linguaggio del reportage giornalistico e fotografico per guardare il mondo, indicandone cambiamenti, itinerari inediti o sconosciuti, luoghi comuni superati e punti di riferimento attuali. Un blog per vagamondo esigenti e curiosi, raffinati e aperti, impegnati ma pieni di voglia di conoscere e divertirsi. Gente consapevole che il viaggio non è solo un’esperienza rilassante, ma anche il miglior investimento per sè e la propria famiglia. Viaggiatori quindi in grado di apprezzare i segreti della pittura di Caravaggio e l’atmosfera di un albergo decò, il fascino di un capolavoro dell’artigianato e la magia di un piatto assaporato al tramonto.
Fernando Pessoa, strana miscela di economista e poeta, sosteneva (sotenuto da Platone) che ognuno di noi ha almeno due vite. Quella che ci sembra essere la vita reale e un’altra, che appartiene ai nostri sogni, la vita che vorremmo veramente vivere e che, forse, è la più autentica. La differenza tra turista e viaggiatore in fondo è tutta qui. La capacità di aprire la terza porta, il terzo occhio. Sfocare il confine tra i due mondi, sapendo bene che la terra è rotonda ma senza essere del tutto sicuri che per tornare in quel punto basti girare intorno.

~ di federina su Marzo 4, 2008.

2 Risposte to “Appuntamento col viaggio”

  1. Ciao Vagamondo!
    Sono capitata per puro caso e ho letto la tua presentazione di questo nuovo blog sui viaggi e le vacanze. Ti faccio i miei complimenti per la mission del blog vagamondo, sono curiosa di leggere i futuri post e ho voglia di partecipare. Viaggio e ho viaggiato molto e
    A presto
    Ciao
    Chicca

  2. All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per ripararsi durante un tifone, o per riposare e amare. Quell’orizzonte aperto sarebbe stato sempre lì, un invito ad andare.

    Hugo Pratt

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