Il fascino di Firenze

viaggio La prima città di cui voglio parlare è Firenze, perchè subisco il fascino di questo gioiello del Rinascimento dalla tenera età di sei anni, quando mio padre perse le mie tracce nei giardini di Boboli e a me sembrava di vivere una grande avventura.
Per questo propongo un itinerario, una sorta di passeggiata, che parte da Piazza della Signoria, cuore delle origini e della storia della città, nonchè centro politico della città.

Domina la piazza il trecentesco Palazzo Vecchio dall’antica torre merlata. Sulla destra vediamo il Palazzo degli Uffizi e la Loggia della Signoria. Sulla sinistra, al fondo della piazza, il Palazzo del Tribunale di Mercanzia; più a sinistra, al numero 7, il palazzo Uguccioni, del Folfi (1549) recante nella nicchia il busto di Cosimo I. Di fronte a Palazzo Vecchio (lato via Calzaiuoli), il Palazzo delle Assicurazioni di Venezia, del Landi (1871), di discussa imitazione del ‘400, che altera la caratteristica unità di fondo della piazza. Iniziando la visita alle sculture della piazza, da sinistra osserviamo la Statua equestre in bronzo di Cosimo I, del Giambologna (1594), recante nei bassorilievi episodi del suo governo. Segue la gigantesca Fontana del carro di Nettuno, trainata da cavalli marini, detta del “Biancone”, che fece dire ai fiorentini: “Ammannato, Ammannato, che bel marmo hai rovinato”. La fontana reca interessanti figure in bronzo raffiguranti ninfe e satiri, dei collaboratori dell’Ammannati, tra cui il Giambologna. Verso il centro della piazza, un disco in porfido ricorda ricorda dove venne impiccato e arso vivo il Savonarola con i seguaci Maruffi e Buonvicini (1498). Sulla scalinata del Palazzo Vecchio possiamo osservare il Leone, detto il Marzocco, recante il giglio fiorentino, copia di quello di donatello che è conservato nel Museo Nazionale. Su un piedistallo di granito colorato c’è Giuditta che uccide Oloferne, in bronzo, opera drammatica della maturità di Donatello, che si ammira meglio al di sopra della scalinata. Vicino all’ingresso del palazzo, copia del David che sostituisce l’originale di Michelangelo, conservato nella Galleria dell’Accademia delle Belle Arti, in via Ricasoli 60. Segue il pesante gruppo marmoreo di Ercole e Caco, del Bandinelli. All’ingresso del Palazzo, le due sculture reggicatena che un tempo servivano a sbarrare l’entrata, sono opera ddel bandinelli e di Vincenzo de’ Rossi. Quella a destra, femminile, è del primo; quella maschile, a sinistra, è del secondo. Sopra il portone d’ingresso del Palazzo, la decorazione reca, tra i due leoni, il monogramma di Cristo, Re della Città.

~ di federina su Marzo 6, 2008.

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