Voglio una vita last minute
Comprare un biglietto aereo all’ultimo minuto non è soltanto un modo per risparmiare.
Riuscire a non programmare i nostri impegni ci può consentire di vivere più felici.
Due parole, un mondo. Last minute, letteralmente ultimo minuto. Con questa formula magica, coniata ufficialmente a New York nel 1938, diffusasi nel mondo anglosassone a metà degli anni ‘90 e propagatasi come un’epidemia in tutto il pianeta nel giro di pochissimo, si può fare ormai tutto. Dal viaggio in Australia passando per Bombay, all’acquisto di un chilo di cicoria passando semplicemente per il mercato. L’importante è che si faccia tutto (bene) all’ultimo.
Quando il tempo sta per scadere e bisogna tenere i nervi saldi. Strappando il prezzo migliore e inseguendo l’affare. Non a caso il concetto di last minute si incrocia spesso con quello di low cost, a basso prezzo. Dai voli, all’automobile, dai generi alimentari, ai vestiti. Tutto ormai si può comprare last minute o low cost. Per molti non è solo una moda o un modo per risparmiare soldi e farsi belli con gli amici. È diventato un vero e proprio stile di vita.
Vivere last minute non è soltanto possibile, ma è anche conveniente e mi stimola a non essere passiva. Certo, bisogna essere pratici di Internet e tenersi informati. Specie per i viaggi, l’acquisto dei biglietti online un giorno prima del volo è oramai un “must” per tantissimo giovani e non solo. Ma non tutto è legato al web, anzi.
Comprare vestiti last minute è una moda che si sta diffondendo. In molto outlet italiani è possibile acquistare pantaloni e maglioni un giorno prima che vengano riposi e imballati. Il materiale è buono e il prezzo è più basso di un buon 30%. In molti mercati rionali, professionisti insospettabili, aspettano l’ultimo minuto prima della chiusura del banco. Invece di buttare al macero chili di frutta e verdura, il consumatore last minute controlla la merce, annusa, tasta e acquista a prezzo stracciato.
E che dire del last minute market book? L’iniziativa, promossa da un gruppo di lavoro sorto all’interno dell’Ateneo di Bologna si è sviluppata in tutta la penisola e concretizzata nel corso degli ultimi anni. Obiettivo principale? Salvare migliaia di libri destinati all’oblio per creare presidi culturali sul territorio. E vogliamo parlare di auto, computer, telefonini e perfino case? Il last minute è tra noi e non se ne andrà tanto presto. Oggi chi arriva per ultimo non arriva male. Anzi.
Vivere last minute significa fare alcune scelte precise. Non possedere un’agenda planning e affidare soltanto alla memoria i propri impegni quotidiani. Significa non seguire le mode e le offerte spesso vantaggiose della pubblicità: significa comprare un vestito o un film o un motorino nuovo quando realmente se ne sente la voglia o il bisogno. Significa non dare e non prendere appuntamenti più in là di qualche giorno: la frustrazione che ne potrebbe nascere cambiando idea o impegni e maggiore del beneficio e del senso di sicurezza che un progetto a lungo termine potrebbe dare. Certo, bisogna crederci ed essere sportivi: accettare quello che un sito internet ti propone all’ultimo momento è un’emozione di per sé, al di là del risultato, del viaggio o del libro comprato. Programmare la vita, propria e degli altri, è spesso un lavoro. Smettere di farlo di può far sentire liberi e leggeri.






Lascia un commento